Sviluppare più velocemente con l'Al: come funziona il nostro workshop su GitHub Copilot
Leonardo Montini
Development
Alcuni team ci contattano perché lavorano su una codebase cresciuta negli anni, ormai difficile da modificare senza rallentamenti e rischi. Altri hanno già uno stack moderno, ma vogliono usarlo meglio: processi di sviluppo più solidi, più automazione, un uso più efficace di Coding Agents e un percorso chiaro per trasformare qualche esperimento promettente in una pratica quotidiana.
I punti di partenza cambiano molto. La domanda, però, è spesso la stessa: come ottenere valore reale dallo sviluppo assistito dall'AI nel nostro contesto, non in una demo costruita apposta per funzionare?
È esattamente a questo che risponde il nostro Agentic Development Workshop con GitHub Copilot. Non è un corso standard, né una sessione di slide. È un intervento pratico, costruito intorno al modo in cui il team effettivamente lavora, pensato per dare a chi sviluppa strumenti, competenze e fiducia per muoversi più velocemente, prendere decisioni migliori e ottenere di più dallo stack che già usa.
Perché oggi la differenza la fa il setup
C'è un'idea ancora molto diffusa: gli strumenti di AI per lo sviluppo funzionerebbero bene sugli stack moderni e mainstream, mentre sarebbero poco utili su tutto il resto. In realtà la distinzione più importante non è tra vecchio e nuovo. È tra configurato e non configurato.
Appena installati, la maggior parte degli assistenti AI, Copilot incluso, dà il meglio su codice open-source molto diffuso. Se li usi su un linguaggio di nicchia, un framework interno o un progetto proprietario con convenzioni particolari, i risultati possono peggiorare in fretta: il modello inventa, prova a indovinare, mescola dialetti diversi e suggerisce funzioni che nel vostro ambiente non esistono.
È qui che molti team si fermano: fanno qualche prova, restano delusi e concludono che "da noi non può funzionare".
Il punto, però, non è lo strumento: è il setup. Il modello non cambia, ma cambia ciò che riceve: il system prompt, i file portati nel contesto, i tool che l'agent può usare, la documentazione che riesce a recuperare. Con la giusta combinazione di 'AGENTS.md', file '.instructions.md' con scope specifico, skill riutilizzabili ('SKILL.md' ) , e server MCP (Model Context Protocol), Copilot può imparare il linguaggio del progetto, le convenzioni del team, la struttura delle cartelle e la documentazione interna.
Questo vale per chi mantiene una piattaforma specialistica, ma anche per un team di prodotto che lavora su tecnologie recenti e vuole ridurre passaggi manuali, allineare le pratiche di sviluppo o rendere più coerente l'uso dell'AI. L'obiettivo è lo stesso: ridurre l'attrito, aumentare la precisione e trasformare l'Al in una parte concreta del lavoro di sviluppo, non in una curiosità da provare ogni tanto.
Questo lavoro di configurazione, insieme alla formazione necessaria per usarlo bene, è il cuore del workshop.
In cosa consiste l'Agentic Development Workshop
Il nostro workshop è un intervento pratico e costruito su misura, non un corso di formazione generico. Ogni sessione nasce dalla realtà specifica del team: stack, codice, strumenti, abitudini, problemi reali e obiettivi di business.
Prima del workshop: una call che fa la differenza
Non arriviamo a freddo. Prima della sessione facciamo una call esplorativa per capire il contesto: stack, strumenti, obiettivi e cosa rallenta il lavoro. Questo momento ci permette di arrivare al workshop già preparati su quello che conta davvero per quel team. In base a quello che emerge, prepariamo in anticipo le configurazioni di base: custom instructions allineate alle convenzioni del team, uno o più server MCP specifici per l'ambiente del cliente, e le impostazioni del workspace in modo che Copilot riesca a navigare la struttura del progetto fin da subito. Il risultato è un primo giorno in cui il team non vede una demo generica, m a Copilot che già conosce il loro stack e risponde in modo pertinente al loro contesto.
Durante il workshop: dalle basi alla pratica
Capire l'agentic development
Partiamo spiegando cosa sono davvero gli agent moderni per lo sviluppo: non semplici autocomplete, ma sistemi capaci di leggere file, eseguire comandi a terminale, invocare tool MCP, consultare documentazione, seguire la logica tra più parti del progetto e pianificare attività in più passaggi in autonomia. Approfondiamola differenza tra le modalità ask, edit e agent di Copilot, quando ha senso usare l'una o l'altra, e come funziona l'agent loop sotto il cofano: chiamate ai tool, thinking e ruolo della context window.
Allineare l'ambiente di sviluppo
Quando serve, supportiamo il passaggio a Visual Studio Code ed aiutiamo a configurare workspace, estensioni, server MCP e strumenti di supporto in modo che Copilot possa lavorare al meglio. Significa una '. vscode/" ben pensata, un set di estensioni consigliate, workspace multi-root quando il progetto è distribuito su più cartelle e le impostazioni di Copilot più adatte allo stack del team. Per qualcuno vuol dire abbandonare un IDE datato. Per altri significa rifinire un ambiente già moderno, così che il tooling Al abbia basi solide su cui operare.
Costruire skill personalizzate che servono davvero
È qui che il workshop diventa concretamente utile. Mostriamo al team, dal vivo, sul suo codice, come le skill personalizzate trasformano un assistente generico in qualcosa che capisce davvero il contesto in cui deve lavorare.
A seconda del contesto, queste skill possono:
- Collegare Copilot alla documentazione interna o ufficiale tramite un server MCP, così da recuperare firme di funzioni e riferimenti API reali invece di inventarli.
- Individuare percorsi di codice proprietari, utility condivise e funzioni di dominio sparse nel progetto, portando in contesto gli snippet rilevanti per il passo successivo.
- Supportare i flussi di delivery, esecuzione di test, analisi statica, checklist per la code review, automazioni specifiche per ambiente, sfruttando le capacità di tool calling e l'accesso al terminale dell'agent.
Skill di questo tipo riducono la causa principale delle allucinazioni: l'agent prova a indovinare invece di recuperare il contesto. Dare all'agent modi deterministici per arrivare alla fonte corretta, una ricerca nella documentazione, una ricerca nel codice, una query su uno schema, sostituisce un output
plausibile con un output verificabile. Il risultato è suggerimenti molto più accurati, allineati alle convenzioni reali del team.
In parallelo prepariamo il file di configurazione ('AGENTS.md' a livello di repository, file '.instructions.md' con scope limitato a path o tipi di file specifici) che descrivono il linguaggio del progetto, le convenzioni di naming, la struttura delle cartelle, i pattern da seguire e quelli da evitare. Questi file vengono caricati automaticamente in ogni interazione con Copilot, dando all'agent un contesto persistente senza costringere il team a rispiegarlo ogni volta.
Pratica sul campo
Il team prova Copilot su codice che conosce a fondo, autocomplete, inline chat, interazioni in agent mode, e valuta in prima persona la qualità dei suggerimenti. Non c'è banco di prova migliore del codice su cui si lavora tutti i giorni.
Mob programming su un'attività reale
Il momento clou è spesso la sessione di mob programming: scegliamo un'attività reale dal backlog del team e la affrontiamo insieme in agent mode, con Copilot come copilota dall'inizio alla fine. Il team mette la conoscenza di dominio, Copilot aiuta con navigazione tra file, generazione di codice, impostazione dei test e spiegazioni, sfruttando le skill e i tool MCP costruiti prima. Lavorare su un problema vero, non su un esercizio preparato per l'occasione, è ciò che fa capire al team dove l'approccio funziona davvero e come portarlo nel lavoro quotidiano.
Dopo il workshop: cosa porta a casa il team
A fine workshop il team non si limita a "saper usare Copilot". Porta a casa qualcosa di più concreto:
- Un ambiente di sviluppo completamente configurato con VS Code, Copilot, custom instructions e skill su misura, pronto all'uso dal giorno dopo.
- Esperienza pratica sull'uso dell'AI nel proprio contesto, con aspettative realistiche su cosa funziona, cosa va configurato e cosa richiede ancora giudizio umano.
- Skill personalizzate e configurazioni MCP che potrà estendere e adattare nel tempo.
- Una comprensione chiara dell'agentic development: cos'è, come funziona, come trarne il massimo.
- Una roadmap concreta dei prossimi passi: nuove skill da costruire, workflow da migliorare, opportunità di automazione e, dove serve, un percorso verso una modernizzazione più ampia.
Cosa cambia davvero per il team
Ogni intervento è diverso, perché diversi sono i motivi per cui un team sceglie il workshop. Vediamo però ricorrere spesso le stesse categorie di impatto:
Sviluppo più rapido e preciso. Il salto tra un assistente non configurato e uno impostato a dovere è enorme. Team che usavano Copilot solo in modo episodico iniziano a ottenere suggerimenti più pertinenti, meno errori e un supporto più affidabile sulle attività ripetitive.
Onboarding più semplice. Chi entra in un team nuovo ha spesso la sensazione di dover imparare tutto da zero, dipendendo da chi conosce già ogni dettaglio del sistema. Con Copilot configurato sul progetto, può chiedere spiegazioni sulle funzioni esistenti, seguire la logica, capire le regole di business e orientarsi più rapidamente. Per i team in cui il sapere critico vive nelle teste delle persone più che nella documentazione, è una svolta.
Documentazione più facile da produrre. I team iniziano a usare Copilot per generare commenti inline, note tecniche e spiegazioni su parti del sistema poco documentate, rendendo il progetto via via più accessibile.
Più fiducia nel migliorare il codice. Con Copilot che individua logiche duplicate e propone pattern più puliti, il team trova più facilmente il coraggio di affrontare miglioramenti strutturali rimandati da tempo.
Una spinta verso miglioramenti più ampi. Una volta toccato con mano il valore dell'Al configurata bene, i team diventano più aperti ad altri cambiamenti: test automatici, CI/CD, osservabilità, pratiche di delivery più solide. Il workshop spesso fa da innesco a un percorso che va molto al di là degli
strumenti.
Se volete vedere il metodo in pratica, abbiamo pubblicato un case study dettagliato su un team che mantiene un prodotto legacy su xbase++: un caso d'uso concreto per capire l'approccio, che si applica ugualmente a team su stack moderni.
A chi è rivolto il workshop
L'Agentic Development Workshop è pensato per team che vogliono migliorare il modo in cui costruiscono software, non solo per chi deve modernizzare piattaforme legacy. È adatto a voi se:
- Lavorate su uno stack moderno ma volete andare oltre l'uso estemporaneo di Copilot e costruire flussi ripetibili a maggior valore.
- Volete standardizzare l'uso dell'AI nel team, con istruzioni condivise, skill riutilizzabili e criteri chiari su quando usare ask, edit o agent mode.
- Il vostro progetto si basa su una tecnologia di nicchia, legacy o fortemente personalizzata che gli strumenti di Al non gestiscono bene appena installati.
- Avete già provato gli assistenti AI e siete rimasti delusi dai risultati.
- State convivendo con onboarding lunghi, conoscenza frammentata, workflow di sviluppo disomogenei o colli di bottiglia in delivery.
- Volete un intervento pratico e applicato che produca configurazioni funzionanti e capacità reale del team, non solo teoria.
Il workshop si applica a qualsiasi linguaggio e qualsiasi stack. L'approccio, instructions, skill, server MCP, è universale. Cambia la configurazione specifica, che costruiamo per ogni singolo cliente.
Pronti a prenotare il vostro workshop?
Se il vostro team vuole ottenere dallo sviluppo assistito dall'AI, per accelerare delivery, migliorare onboarding, ridurre attività ripetitive, valorizzare la documentazione interna o rendere più gestibile una piattaforma complessa, ci farebbe piacere portare Agentic Development Workshop nella vostra azienda.
Si parte sempre da una conversazione sulla vostra situazione: stack, team, criticità, obiettivi. Da lì disegniamo un workshop su misura per il vostro ambiente.
Contattare i nostri esperti per prenotare il workshop o anche solo per capire se è la scelta giusta per voi. Potete anche scriverci direttamente a it-tech@claranet.com.